La legge Levi-Prodi mette a tacere il popolo di Internet

Proposta già approvata dal consiglio dei ministri ma non ancora approvato dal parlamento:
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

In questo modo per poter avere uno spazio web si dovrà avere il beneplacito del ROC
Firmate la petizione qui!

Link Informativi:

Valentino Spataro di Civile.it che per primo ha scoperto il disegno di legge di Agosto:
http://www.civile.it/news/visual.php?num=45712

L’intervento di Beppe Grillo:
http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr.html

Punto Informatico:
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327

Repubblica
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html

Il Disegno Di Legge
http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf   

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10 Risposte

  1. Un decreto di legge folle che parte da presupposti infondati e arriva a conclusioni deliranti.

    Con tutti i problemi che abbiamo in Italia loro vanno a pensare ad internet che è una delle poche che funzionano veramente bene….

    Sarà perché finora la politica ne è rimasta fuori?

  2. Forse si sono accorti della fesseria che stavano facendo, leggete l’articolo sul Corriere della Sera.

    http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_20/ddl_legge_editoria_blog_gentiloni.shtml

    Sottolineo un passaggio di quel che dice Gentiloni:

    “Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità – continua Gentiloni – (Come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog) per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri.”

    Cioè, manco leggono le leggi proposte. Ussignor

  3. Io credo che tale decreto parta da presupposti errati. La rete è già sorvegliata dalla polizia postale, la quale possiede i mezzi per rintracciare chi si rende colpevole di reati sul web. Inoltre la legge punisce chi lo fa.

    Non vedo dunque la necessità di restringere l’accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.

    E poi scusate… ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire…) attraverso l’indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?

    Non vi pare un po’ incoerente, per non dire di peggio?

  4. […] degli elfi / Misteri / Mimmuzzolandia / Cips / Blue Aless factory / Nuovi business / Suzukimaruti / Web village / Imperia parla / Il blog di Lucacicca / Sara Taricani / Business e conoscenza – Il blog di Andrea […]

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