Una pillola e diventi autistico, un’altra e torni normale

Dovete preparare un esame e vi serve la giusta concentrazione? Basta una pillola che inibisce i regolatori delle sinapsi per indurvi ad uno stato temporaneo di autismo e rendervi assolutamente distaccato dalle distrazioni delle interazioni sociali.
Un gruppo di ricercatori tedeschi hanno infatti trovato il modo per indurre l’autismo ed in seguito un modo per poi tornare allo stato normale.
I ricercatori lo hanno infatti osservato da precedenti esperimenti condotti su topi resi autistici con farmaci per la mente, riuscendo poi a riportarli in uno stato normale con la stessa tecnica.
Sconfinando nella fantascienza, si potrebbe arrivare in una società in cui chi si sente troppo soffocato dagli impegni e dal contatto con gli altri possa decide di “staccarsi” temporaneamente dalla società per entrare in un mondo del tutto distaccato e freddo. Pauroso, non c’è che dire.
Se volete approfondire ecco come gli scienziati possono indurre l’autismo e come possono curarlo.

NOTA IMPORTANTE: a seguito di commenti ricevuti che contestano quanto espresso da questo post e dagli articoli di riferimento, prego tutti di leggere anche i commenti sottostanti e di prendere la notizia con la dovuta cautela vista l’importanza dell’argomento e la vastità di informazioni presenti che non sono state citate.
Chiunque possa fornire ulteriori fonti autorevoli, anche con punti di vista differenti, è pregato di citarle nei commenti.
Grazie.

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11 Risposte

  1. <> sarà il pillolone dello sballo fra qualche anno, magari c’è già in giro una droga del genere…

  2. Notizia veramente interessante..rimango comunque scettico per i possibili (?) effetti a lungo termine a livello cerebrale..non si sa nulla a riguardo? Un saluto

  3. Purtroppo quello che si sa è spiegato negli articoli linkati in questo post.

  4. Non diciamo stronzate, per favore. Il primo articolo citato parla di ricerche sull’ipotesi di mutazioni monogenetiche come possibili cause dell’autismo, in particolare attraverso il deficit di una particolare proteina. L’altro studio ha a che fare con una possibile (e per ora del tutto teorica) terapia della sindrome dell’X fragile, che ha sintomi secondari simili a quelli dell’autismo, ma e’ tutt’altra cosa sul piano primario.
    Prima di pubblicare notizie, almeno leggetevi i link che citate. Soprattutto se pretendete di parlare di cose serie.

  5. Innanzitutto piano con le parole e con gli insulti.
    Quando ho detto che quello che si sa è spiegato negli articoli linkati, mi riferivo alla particolare scoperta citata e non all’intero argomento autismo, in quanto sicuramente ci vorrebbero pagine pagine di informazioni per affrontarlo pienamente.
    Le notizie vengono pubblicate e controllate e non mi pare di aver fatto disinformazione in quanto le fonti sono sicuramente attendibili.

  6. Le fonti sono attendibili, ma quello che scrivi nel post non corrisponde a quel che c’e’ scritto nei due articoli che citi. Quindi nel tuo post scrivi il falso. Il che e’ piuttosto grave quando parli di argomenti — ripeto — seri, che hanno a che fare con la vita e la salute di molti.

  7. Non ho scritto il falso, il post e’ stato tratto da questo articolo originale in lingua inglese che riporta le stesse fonti: http://io9.com/349956/one-pill-makes-you-autistic-++-and-one-pill-changes-you-back
    si parla di argomenti seri ma non si vuole offendere nessuno.

  8. Sono un ragazzo di 31 anni,da qualche anno mi occupo di autismo (prima per destino e poi per lavoro, come terapista ABA).
    Suggerirei a Marco di modificare almeno il titolo e tutti i riferimenti all’autismo del suo messaggio.
    Anche la prospettiva per il futuro,sicuramente in buona fede, contiene un modo di vedere e percepire l’autismo che potrebbe sicuramente offendere la famiglia di un bambino e ragazzo con autismo.
    Il motivo di offesa è facilmente individuabile: ci sono voluti decenni per cancellare una visione dell’autismo che lo descrive come una chiusura volontaria in un mondo freddo e distaccato per difendersi dal mondo esterno.
    Purtroppo qualcuno , legato a vecchie teorie psicodinamiche, ancora fa vivere e diffonde questo che scientificamente è un errore grossolano che ha causato sofferenze a tantissime mamme e papà, per anni (e ancora oggi) colpevolizzati del disturbo del proprio figlio.
    Gli studi messi in relazione per creare il colpo giornalistico (la tua colpa Marco è solo quella di aver contribuito a questa forzatura un po’ superficilamente) parlano della Sindrome dell’X fragile, che è solo una piccola parte di quel sottogruppo marginale per cui è stata accertata la causa genetica dell’autismo (stiamo parlando di circa il 10% dei casi di autismo).
    Ma l’autismo è un fenomeno molto più complesso e variegato e nessuno, essendone ormai riconosciuta la natura neurobiologica e NON psicologica, ha le idee così univocamente chiare sulle cause.
    Ogni tanto salta fuori la notizia sensazionale, ma il fantomatico “gene dell’autismo” non è mai stato trovato….ma motivazioni nobili e altre molto meno nobili impongono che sia la genetica il campo di ricerca privilegiato.
    Esistono molte ipotesi e molte aree di ricerca, non solo genetica, ma non vale la pena andare oltre in questa sede.
    E’ vero che ci vorrebbe troppo spazio per descrivere l’autismo(e non ci si riuscirebbe lo stesso), ma in così poche righe direi che di superficialità ce n’è fin troppa.
    Non basta una pillola nè per indurre, nè assolutamente per curare l’autismo…. e conoscendo da vicino un handicap tanto grave credo che nessuno la prenderebbe mai se anche qualche pazzo la creasse per usarla.
    Scordatevi Rain Man e tutti i luoghi comuni che avete sentito sull’autismo se vi interessa approfondire… mi auguro di cuore che vogliate farlo, almeno tu Marco.
    Attenzione però…sull’autismo gira anche tantissima spazzatura, sia in rete che fuori…compresi studi che pretenderebbero di essere scientifici, magari a scapito di altri, molto più seri, censurati.
    E scusate se l’ho presa seriamente…ma chissà … forse anche un incrocio casuale può contribuire a far riflettere e a diffondere informazioni un po’ più solide.
    Purtroppo c’è ancora tanta ignoranza e disinformazione riguardo all’autismo… e non è un fenomeno così marginale come si potrebbe pensare.

  9. Come già detto in precedenza non c’era nessuna intenzione di offendere chi è in queste condizioni o chi è coinvolto avendo persone vicine che soffrono.
    Visto che l’argomento è molto vasto e non esiste nemmeno una visione comune nella comunità scientifica, ho deciso di inserire una nota alla fine dell’articolo per segnalare le diverse opinioni espresse nei vostri commenti, che come avete notato non ho nè censurato nè cancellato.
    Opinioni diverse e critiche sono sempre ben accolto se espresse con il giusto linguaggio e in modo civile e razionale come hai fatto.

  10. Ciao Marco sono la mamma di un bambino autistico di 5 anni con il quale seguo un percorso che sta permettendo a mio figlio di essere capace nelle sue autonomie e di farlo generalizzare con il resto delle persone che lo circondano. Credo che il titolo che è stato messo magari con un pò di provocazione e sicuramente senza nessuna cattiveria ma se vuoi ti posto altri articoli scientifici riguardanti altre problematiche da cui deriva l’autismo e di come alcuni genitori la combattono se vai sul nostro portale http://www.autismoparliamone.org ne potrai trovare molti e tutti di vario genere perchè questa malattia non ha verità in tasca ma quanto meno cerchiamo di informarci al meglio per capire come curare i nostri bambini per migliorarli per farli stare in un contesto sociale che a volte è sempre difficile convivere. Non crediamo che dall’autismo si può uscire facilmente ma è una di quelle malattie che se prese in tempi precoci può aiutare il bambino in un modo eccellente.

    L’autismo viene ancora visto come il “Rain Man” della situazione o addirittura ancora peggio con il sinonimo di “mamma frigorifero” teorie ormai trapassate che ancora tutt’oggi fanno male ad un genitore quando si viene detto questo.

    Come diceva il commento precedente ce ne sarebbe è tanto da parlare di autismo forse non basterebbe l’intero web per parlarne, l’importante però e che se ne parli avendo una visione completa di questa patologia.
    🙂

    Un caro saluto
    Amelia

  11. Mi sento molto offeso per la leggerenzza di quanto ho letto e l’ho letto 4 volte. Mi sento offeso per il dolore che porto con la mia famiglia addosso, mi sento offeso per la leggerezza con la quale hai utilizzato la parola autismo. Sto così male nello scriverti queste cose che non volgio andare oltre. Non ti nascondere dietro alla quantità di cose che si possono scrivere sull’argomento solo per giustificare a te stesso quello che hai scritto. Consiglio e poi chiudo qui. Cancella questo post che è un insulto a chi soffre e basta.

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